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Nel 1991 il trio scrive, arrangia e produce il singolo “Gonna Catch You” cantato dalla vocalist nativa di Philadelphia Lonnie Gordon, che ottiene un discreto successo internazionale.


fine anni ‘80: in Italia qualcosa si muove...

Gallery 02

evoluzione della dance di matrice disco degli anni 80-90-00



Dal 1981 in poi, il dj e produttore americano Arthur Baker influenzerà in modo determinante la scena dance mondiale. Agli inzi con il nome di North End (bellissima la strumentale “Tee’s Happy” del 1982). Ma è con l’avvento dell’Hip-Hop che esplode il suo talento, producendo Afrika Bambaataa, lanciando i Rocker's Revenge, pubblicando diversi singoli a suo nome e remixando Bruce Springsteen, Cindy Lauper ed i pet Shop Boys.





Nel 1991 la Sony Music concede spazio al gruppo dei SOLD OUT (o Souled Out) con la voce di Sarah Warwick e formato dal gruppo di autori, produttori e musicisti Alessandro Sommella, Domenico Canu e Sergio della Monica.  Il singolo si avvale della co-produzione e rimissaggio di Joey Negro (Dave Lee). Ottiene un discreto successo internazionale. Lo stesso gruppo si autori lo ritroviamo dietro i grandi successi di Karen Ramirez (looking for love) e dei Planet Funk.




gli albori della dance i primi anni ottanta 1981

La storica WEST END, nata nel 1976 A New York ad opera di Mel Cheren con l’aiuto di Ed Kushins, dagli inizi degli anni ottanta è stata in grado di rivoluzionare il sound della musica da ballo. Già nel 1981 il segno dei tempi che andavano cambiando si notava nello splendido “Time” degli Stone, dove la funky-disco iniziava una nuova vita.

Il primo episodio della nuova dance

avviene nel 1982, quando viene pubblicato il primo singolo di Raw Silk “do it to the music”, dietro il quale si celava Beirt Reid, il pilastro dei Crown Heights Affair. La musica diviene raffinata e rallenta la media dei BPM. Il secondo singolo di Raw Silk è ancora più raffinato ed elegante. Si tratta di “Just in time”, pubblicato nel 1983. Nello stesso anno la West End pubblica un vero gioiello electro-funk: “Another Man” di Barbara Mason. La nuova strada è completamente spianata.

soul, funk & disco verso il futuro

Nel 1990 si preparava l’esordio col botto di uno dei migliori prodotti da ballo italiani del periodo: “Found Love” del duo Double Dee. Il duo formato da Dany (Donato) Losito e Davide Domenella ha centrato il grande successo al primo colpo, entrando ai primi posti delle classifiche U.S.A. ed europee. Il disco è stato prodotto da Angelino Albanese e uno dei più popolari dj degli anni ‘70, Claudio “Mozart” Rispoli.

1981

WEST END

ARTHUR BAKER

BLACK BOX

La clamorosa scalata verso la vetta delle classifiche internazionali comincia nel 1989 dopo la pubblicazione del singolo “Ride On Time” dei Black Box, un trio di musicisti e dj dell’area reggiana, costituito da Valerio Semplici, Mirko Limoni e Daniele Davoli.  Il singolo altro non era che una sorta di “copia e incolla” di alcune porzioni del successo “love sensation” cantato da Loleatta Holloway nove anni prima, montato su una nuova base ritmica e con nuovi arrangiamenti.

“Ride On Time” ebbe un successo enorme, arrivando spesso ai vertici delle classifiche internazionali più blasonate. Purtroppo ne seguì una causa legale relativa al fatto che il gruppo non aveva acquisito i diritti di utilizzo per l’uso dei sample di Loelatta Holloway. Il brano viene velocemente ricantato dall’inglese Heather Small (poi lead singer degli M People). Nel 1990 viene pubblicato l’album “Dreamland” con la splendida voce dell’americana Martha Wash, già corista di Sylvester ed in forze prima con le Two Tons Of Fun e poi con le Weather Girls. L’album frutta altri successi come “Everybody Everybody”, I don’t know anybody else” e un bel remake della storica “Fantasy” degli Earth, Wind & Fire.




1989 1991 1990 Peech Boys & Larry Levan

Lo storico DJ Larry Levan è uno dei pochi ad aver avuto una importanza fondamentale sia negli anni settanta che negli ottanta. Dalla consolle del “Paradise Garage” agli inzi degli ‘80, uscivano sonorità destinate al futuro tanto da chiamare “Garage” la musica che Levan proponeva nel locale. Basti pensare ad uno dei primi, veri esempi della house che stava nascendo, come indubbiamente è stato “Don’t make me wait” dei Peech Boys, “elaborato” dal grande Larry Levan nel 1982.


1982

LARRY LEVAN

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